Roberto Carretti

Nato nel 1957 Ha compiuto i suoi studi frequentando l’ISEF, il Corso di Laurea in Scienze Motorie, il Corso di Specializzazione Ortofrenica, diplomato al Corso CMT Milano Operatore Shiatsu. Studia e pratica Arti Marziali dall’età di 12 anni. Da 35 anni pratica ed promuove la diffusione del Tai Chi Chuan Stile Wu. Attualmente insegna presso l’A.A.O. lo Stile Wu tradizionale di Shanghai come rappresentante della Scuola del Maestro Zhou Zhong Fu -WU TAIJI JING XIU TANG che significa luogo dove praticare Tai Chi Chuan con calma

http://www.taijiwu.altervista.org/

Prefazione
L’antica disciplina del Tai Chi Chuan (arte marziale cinese sviluppata e evoluta nel corso di parecchi secoli) assurge oggi ad attività particolar-mente importante nel determinare un miglioramento della qualità di vita nelle persone in quanto una ricca e accreditata letteratura scientifica ha mostrato che la pratica di questa disciplina a tutte le età, ma in particola-re nell’età avanzata agisce sulla funzione di vari organi ed apparati con risultati spesso superiori ad interventi terapeutici farmacologici.
I primi elementi scientifici a favore della disciplina risalgono ormai al secolo scorso e riguardano soprattutto il miglioramento dell’equilibrio e della postura con una riduzione significativa delle cadute, sia nel soggetto normale sia in soggetti a rischio come nei soggetti affetti da m. di Parkinson, e, conseguentemente, delle fratture (1-6).
Un aspetto particolarmente rilevante per la qdv dell’anziano è lo svolgi-mento di questa attività in gruppo. Questo comporta una componente di socializzazione che, indipendentemente da tipo di attività, ha ripercussioni favorevoli sul tono dell’umore e sulla cognitività (7-10).
Dati più recenti dimostrano miglioramento delle performance a livello respiratorio e cardiovascolare, in maniera simile a quanto si ottiene con altri programmi di attività fisica. (11-13).
Il Tai Chi Chuan è oggi pertanto inserito nei programmi di prevenzione del decadimento psico-fisico
che in varie nazioni vengono promossi al fine di ritardare e abbreviare il periodo in cui il nostro
organismo presenta le caratteristiche tipiche della fragilità e, successivamente, della di-pendenza, tanto da assurgere a pratica “sociale”, raccomandata a tutta la popolazione.
Quanto mai opportuna pertanto è la pubblicazione di questo manuale di Roberto Carretti che introduce a questa disciplina con un intento di illu-strare i diversi aspetti del Tai Chi Chuan e di fornire una iconografia completa delle posizioni e delle tecniche corrette. Sono correttamente riportati i risultati validati dal mondo scientifico internazionale con i benefici connessi alla pratica della disciplina, senza notizie di risultati mirabolanti, ma attenendosi a quanto ampiamente dimostrato.